Studio Odontoiatrico Spampinato

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Come spazzolare i denti (ultima parte)

Siamo giunti all’ultima puntata di questa serie di articoli nei quali ho cercato sinteticamente di parlare dei vari aspetti che riguardano l’igiene orale domiciliare. L’ultimo punto che devo toccare nella rubrica: “Come spazzolare i denti”, ultimo ma non meno importante, è l’igiene degli spazi interdentali: immaginando i denti come tanti cubi vicini e appoggiati su un piano, lo spazzolino lavora bene in tre delle superfici, quella esterna quella interna e quella masticante, ma nelle aree tra i denti purtroppo non ha alcuna efficacia. E se pensi che si possano tralasciare queste zone, c’è una pessima notizia in arrivo: sia la carie sia la parodontite si sviluppano soprattutto negli spazi interdentali. E non è un caso perchè sono proprio quelle le zone più difficili da pulire, soprattutto tra i molari. Ecco perchè periodicamente in studio eseguiamo le radiografie chiamate bite wings, proprio per intercettare eventuali carie o tasche parodontali nello stadio precoce, ad occhio nudo è quasi impossibile evidenziarle. Dunque per gli spazi interdentali ci sono due possibilità: il filo o lo scovolino.   Ognuno ha le sue indicazioni: Con dentatura sana e in giovane età si utilizza il filo interdentale In caso di spazi dentali allargati o allungati, protesi fisse o impianti lo scovolino diventa più efficace. Quando? Filo e scovolino si usano una volta al giorno, la sera, dopo lo spazzolino. Lo scovolino è intuitivo da usare, basta inserirlo tra gli spazi dentali e muoverlo delicatamente avanti e indietro , il filo necessita di qualche accorgimento in più: anche in questo caso ti aiuto con un breve video che ha postato un caro amico di Sanremo, il dr. Alessio Bosco, nel quale con dovizia di particolari ti spiega come fare. In conclusione, ti ringrazio per avermi seguito in questi articoli sull’igiene orale e spero di averti aiutato a chiarire alcuni aspetti che non conoscevi. Ti ricordo che il dentista può fare tanto per la tua salute ma a casa, quotidianamente, sei tu a fare il lavoro più importante che è, non mi stancherò mai di ripeterlo, eliminare la placca batterica!

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Come spazzolare i denti (terza parte)

Iniziamo la terza parte della rubrica: “Come spazzolare i denti”, siamo arrivati al cuore dell’argomento,  la tecnica per spazzolare efficacemente i tuoi denti!  Partiamo parlando dei tempi:  quante volte al giorno e per quanto tempo? Prima cosa da sapere: la placca batterica ci mette 24 ore a formarsi e a depositarsi su denti e gengive! Quindi, teoricamente, basterebbe una sola volta al giorno per eliminare il problema…ma in pratica non è così. Noi spazzoliamo anche per rimuovere i residui di cibo, parte della placca e per ‘rinfrescare’ (concetto poco scientifico ma molto tangibile) il cavo orale, infatti non bisogna dimenticare di spazzolare regolarmente anche la lingua. Quindi regola numero uno: spazzolare dopo colazione, dopo pranzo e prima di andare a dormire. Ma questa era facile. E per quanto tempo?  Mentre al mattino e dopo pranzo puoi dedicare anche solo uno o due minuti all’igiene orale, lo spazzolamento serale ti dovrà impegnare almeno 5-6 minuti!  Tempo misurato con il timer, non approssimato per difetto 😉  Perchè è di sera che la placca va rimossa completamente, con tempo pazienza e olio di gomito. Riassumendo: abbiamo parlato di che strumenti usare, come evidenziare la placca su denti e gengive e quanto tempo impiegare con lo spazzolino… mancano solo le tecniche.  Visto che si tratta di azioni pratiche è meglio se vi aiuto con un paio di brevi video fatti da una bravissima igienista dentale, Chiara, che ci mostra lo spazzolino manuale e lo spazzolino elettrico. Sono video semplici e immediati da memorizzare ma forniscono bene l’idea dei movimenti;  se vi interessa approfondire scrivetelo nei commenti su Instagram, mi impegnerò a fare un intervento più dettagliato. Ovviamente in studio sarete seguiti costantemente da me e dagli igienisti nell’apprendimento delle tecniche corrette, perchè a volte lo spazzolamento errato non solo è inefficace ma può danneggiare le superfici dei denti e delle gengive. Ci vediamo al quarto appuntamento, quando vi parlerò dell’ultima fase, importantissima: filo interdentale e scovolino.

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Come spazzolare i denti (seconda parte)

Prima di addentrarci nelle descrizioni pratiche delle manovre di igiene orale, voglio spiegarvi PERCHE’ ottenere una buona igiene orale non è facile. Il motivo è pratico: abbiamo a che fare con un avversario invisibile! O meglio, un avversario che sa nascondersi e mimetizzarsi benissimo nella nostra bocca: la placca batterica! La placca, cerco di semplificare, è una patina bianca ricchissima di batteri che quotidianamente si deposita su denti e gengive, anche sulla lingua e anche a digiuno! Alcuni di questi batteri, in presenza di zuccheri, proliferano allegramente e iniziano a distruggere lo smalto dei denti, causando le carie. Altri ceppi batterici, invece, sono dannosi per le gengive e per l’osso che sostiene i denti, per cui sono i responsabili della parodontite, malattia, come la carie, frequentissima. La foto allegata è un particolare al microscopio della placca, non credo che sia esattamente quello che vorremmo avere in bocca. E non è finita qui: sulla placca che non viene giornalmente rimossa con lo spazzolino, si depositano dei sali di calcio e fosfato che la trasformano in tartaro, duro e fortemente attaccato ai denti. Ricorda che il tartaro lo puoi rimuovere solamente andando dal dentista… Capito? Quello che bisogna eliminare quotidianamente è questa patina bianca piena di batteri ed evitare che, proliferando, causi tutti i danni di cui ti ho parlato. Ma se si mimetizza così bene, come faccio ad essere sicuro di averla tolta tutta? Be, finalmente posso darti una buona notizia, esiste il sistema per evidenziarla e farla venire allo scoperto: LE COMPRESSE RIVELATRICI DI PLACCA.  Si fanno sciogliere in bocca e magicamente la placca batterica si colora di rosso! Una volta visibile, ti permette di eliminarla completamente con filo e spazzolino, senza possibilità di sbagliare. In foto puoi vedere dei denti prima e dopo la colorazione con le compresse. Immagino che hai una domanda: le compresse coloranti devo usarle sempre? La risposta è NO. Le compresse si usano in fase di ‘apprendimento’ oppure come ‘verifica’ di buon spazzolamento. In studio le utilizziamo a scopo didattico e informativo, quando verrai agli appuntamenti di igiene potrei farti spiegare i dettagli dai nostri igienisti dentali. Questo è il primo passo che devi compiere nel tuo percorso per mantenere in salute i denti: adesso sai perchè devi farlo quotidianamente e come scovare il nemico. Nella prossima puntata entreremo in azione 😉

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Come spazzolare i denti (prima parte)

Nel precedente articolo vi ho parlato di controlli periodici dal dentista, che vengono identificati in termini medici come prevenzione secondaria, cioè verifica di una malattia quando ancora è in fase precoce (carie per esempio). Con questi articoli, che dovrò per motivi di completezza dividere in più parti, voglio parlarvi dell‘igiene orale quotidiana, la prevenzione primaria, ossia controllare le cause affinchè la malattia non si presenti. La causa principale che provoca carie e malattie gengivali è sempre la placca batterica, patina invisibile ma aggressiva, che si deposita quotidianamente su denti e gengive, qualunque cosa mangiamo e anche a digiuno. L’argomento sembra banale, chi non è convinto di saper fare una cosa tanto semplice? Ma in realtà ogni volta che ne parlo con i pazienti in prima visita mi rendo conto che in pochi usano il sistema giusto.  Forse spazzolare bene non è così facile come si crede. Qui voglio provare a spiegarvi alcune regole di base: indicazioni sui prodotti da usare, tecniche corrette, tempistiche, verifica dei risutati ottenuti. L’argomento è grande, per cui cercherò di sintetizzare gli aspetti più importanti. Se volete approfondire, in studio tutto il personale medico e paramedico sarà felice di darvi indicazioni personalizzate per ottenere il miglior risultato possibile. Adesso iniziamo con i prodotti giusti da usare: Spazzolino: rigorosamente setole artificiali, durezza media, semplice nella forma e testa piccola.  Queste caratteristiche non sono negoziabili.  Ricordarsi di sostituire lo spazzolino ogni due-tre mesi.  Quello in foto è un buon esempio da memorizzare. Spazzolino elettrico:  se ben usato facilita l’eliminazione della placca ed è forse più efficace di quello manuale.  Indicato alle persone anziane e a chi non vuole fare troppa fatica, ma in realtà è un ottimo strumento per tutti. Dentifricio: possibilmente con fluoro.  Esistono diverse formulazioni in commercio, suggerisco di non investire troppo in questo prodotto, a meno che non servano dentifrici specifici come quelli desensibilzzanti, ma sono casi rari. Filo interdentale: deve essere cerato perchè non si sfilaccia e aiuta a non perdere la calma durante questa manovra delicata, ma necessaria. Scovolino: lo usano solo le persone con protesi fisse, impianti, con parodontite o con spazi allargati tra i denti.  I giovani con buona salute orale non devono usarlo. Compresse rivelatrici di placca: utilissime in fase di apprendimento e di verifica, da tenere sempre nel cassetto del bagno. Timer: lo so, suona strano ma datemi retta, è necessario.  Quando ci si spazzola i denti, due minuti sembrano sempre cinque e solo l’orologio può darci la giusta misura del tempo. Colluttori: messi in fondo alla lista perchè normalmente non vanno usati. E’ il dentista a consigliarvi quali e quando, ma sempre per periodi limitati e non come abitudine quotidiana.  Ne parleremo in un apposito articolo. (continua)

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Due ore all’anno per il tuo sorriso

Ti è mai successo di aver rimandato la visita dal dentista perchè non ne avevi voglia? O di aver pensato che il bisogno ci sarebbe , ma finchè non si fosse presentato il dolore, avresti posticipato il più possibile la telefonata allo studio dentistico? Può essere comprensible, il dentista per tante persone è ancora sinonimo di ansia, dolore e in aggiunta anche di parcelle salate, soprattutto quando ci si va troppo raramente. Ma se le cose stessero diversamente? Se lo studio dentistico fosse un luogo dove andare periodicamente per prendesi cura della salute proprio per evitare dolore, spese e stress? Provo a spiegarti perchè servono i controlli: a parte i traumi, per fortuna rari, la causa principale di tutti i problemi dentali e gengivali è la placca batterica. Una patina bianca invisibile ad occhio nudo piena di batteri, che si deposita sui denti indipendentemente da quello che mangi, addirittura anche a digiuno. Quando spazzoli i denti, è proprio la placca che va rimossa e per farlo bene bisogna dedicare il tempo necessario e usare le manovre corrette. La placca che non riesci ad eliminare calcifica in pochi giorni a causa dei sali minerali contenuti nella saliva, e diventa tartaro: duro, aderente, impossibile da rimuovere con lo spazzolino. Spesso la placca rimane dove è più difficile toglierla, ad esempio sotto la gengiva, causando problemi come la gengivite e la parodontite. Oppure tra un dente e l’altro, causando frequentemente le carie interdentali (a breve posterò un articolo su come lavare i denti correttamente). Ecco perchè è necessario andare periodicamente dal dentista e dall’igienista dentale: per prevenire i problemi o eventualmente curarli ad uno stadio precoce. In fondo sono solo due ore all’anno…

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Parodontite: i segnali di che non devi sottovalutare

Hai mai sentito parlare della piorrea?  Di quella malattia che colpisce le gengive e fa perdere i denti ancora intatti? Il termine corretto in realtà è PARODONTITE. Probabilmente anche tu conosci qualcuno che ne ha sofferto, magari nella tua stessa famiglia.  Si tratta di una infiammazione cronica delle gengive che se diagnosticata in ritardo provoca conseguenze molto negative sul tuo sorriso fino alla perdita dei denti. E purtroppo è una malattia frequente, ne soffre circa il 60% della popolazione anche in giovane età! Oggi voglio aiutarti a riconoscere i segnali che possono essere un campanello di allarme per la parodontite e che troppo spesso vengono sottovalutati: #1 sanguinamento gengivale #2 spostamento in avanti dei denti #3 aumento degli spazi tra i denti #4 piccoli gonfiori gengivali #5 alitosi costante #6 mobilità dentale #7 allungamento dei denti Purtroppo questa malattia spesso non viene diagnosticata. Se riconosci alcuni dei sintomi sopra elencati non perdere tempo e consulta un parodontologo esperto. SE PRESA IN TEMPO LA PARODONTITE SI PUO’ CURARE CON OTTIMI RISULTATI, col beneficio di mantenere i tuoi denti naturali ed evitare di spendere migliaia di euro per rimetterli.

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Disinfezione, detersione e sterilizzazione nello studio odontoiatrico

Lo studio dentistico deve adottare tutte le misure necessarie per prevenire il rischio di trasmissione delle infezioni, qualunque paziente si stia curando. Le procedure previste dai decreti legge per i nostri studi sono identiche, se non più restrittive, di quelle degli ospedali e dei centri di cura. I processi di sterilizzazione assorbono una quota molto importante delle risorse del nostro personale: quasi la metà del lavoro delle nostre assistenti è dedicata a questa mansione. Se ti interessa avere il dettaglio dei nostri protocolli di sterilizzazione , puoi cliccare qui o chiederci in qualunque momento di mostrateli dal vivo nel nostro studio.

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